Le emittenti UE chiedono regole più severe sul controllo delle grandi tecnologie per Smart TV

Le emittenti europee stanno intensificando la loro attività di advocacy per una regolamentazione più rigorosa delle principali piattaforme tecnologiche, in particolare per quanto riguarda la loro influenza sui sistemi operativi delle smart TV e sui servizi di assistenti virtuali. L'Associazione Televisione Commerciale e Servizi Video on Demand in Europa (ACT) ha formalmente richiesto alla Commissione Europea di classificare queste piattaforme come 'gatekeeper' ai sensi del Digital Markets Act (DMA). Questa mossa mira a frenare la crescente egemonia di mercato delle grandi aziende tecnologiche nel panorama dell'intrattenimento connesso. La petizione dell'ACT si concentra in particolare sul controllo che queste grandi aziende tecnologiche esercitano sugli app store, sugli algoritmi di raccomandazione dei contenuti e sulle impostazioni predefinite all'interno degli ecosistemi delle smart TV. Designando questi servizi come gatekeeper, l'UE imporrebbe obblighi specifici alle aziende, impedendo loro di favorire in modo ingiusto i propri servizi o di ostacolare l'accesso e la concorrenza di terze parti. Questa azione normativa è volta a promuovere un ambiente digitale più aperto e competitivo, consentendo ai fornitori di contenuti europei una maggiore visibilità e portata. Le implicazioni di questa iniziativa sono significative sia per i consumatori che per le aziende mediatiche europee. Le emittenti temono che l'attuale dinamica di potere le svantaggi, limitando la loro capacità di connettersi direttamente con il pubblico e di monetizzare efficacemente i propri contenuti. La concessione dello status di gatekeeper potrebbe livellare il campo di gioco, promuovere una diversità di offerte di contenuti e potenzialmente portare a una maggiore scelta per i consumatori e a servizi innovativi oltre a quelli offerti da pochi giganti tecnologici dominanti. La considerazione di questa richiesta da parte della Commissione Europea sottolinea il dibattito in corso sulla sovranità digitale e sulla necessità di garantire un mercato equo per tutti gli attori dell'economia digitale.
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