Dieci comuni multati per il trattamento illegale di informazioni su persone islamiche

L'Autorità Olandese per la Protezione dei Dati (Autoriteit Persoonsgegevens, AP) ha inflitto una multa significativa di 250.000 euro a dieci comuni per il trattamento illegale di dati personali sensibili relativi ai loro residenti islamici. Questa azione sottolinea il rigoroso rispetto delle leggi sulla protezione dei dati in Europa, in particolare per quanto riguarda la gestione di categorie speciali di dati personali, come l'affiliazione religiosa. La raccolta e il trattamento non autorizzati di queste informazioni da parte dei comuni rappresentano una chiara violazione del Regolamento Generale sulla Protezione dei Dati (GDPR), evidenziando la necessità critica di una solida governance dei dati e trasparenza nell'amministrazione pubblica. Il fulcro della violazione risiede nel trattamento clandestino da parte dei comuni di dossier contenenti dettagli sensibili su individui islamici, senza la loro conoscenza o consenso esplicito. Questo trattamento riguardava dati relativi alla religione e, in alcuni casi, alle preferenze politiche, che sono esplicitamente categorizzati come vietati dal GDPR a meno che non vengano soddisfatte condizioni specifiche e rigorose. L'indagine dell'AP ha rivelato una mancata adesione da parte di queste autorità locali ai principi fondamentali del trattamento dei dati, tra cui la liceità, l'equità e la trasparenza, violando così la fiducia riposta in esse dai cittadini. Questa sentenza ha ampie implicazioni su come gli enti pubblici gestiscono le informazioni personali, in particolare i dati che potrebbero essere utilizzati per profilazione o scopi discriminatori. Serve come un duro promemoria che l'ignoranza delle normative sulla protezione dei dati non è una difesa, e le violazioni possono portare a sanzioni finanziarie sostanziali e danni reputazionali. L'azione decisiva dell'AP mira a rafforzare l'importanza della gestione sicura e legale dei dati, in particolare per i gruppi vulnerabili, e segnala l'impegno a sostenere i diritti digitali a tutti i livelli di governance all'interno dell'UE.
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Pixelfed è una piattaforma di social media decentralizzata e open-source per la condivisione di immagini. Gli utenti possono caricare e condividere foto, seguire altri utenti e interagire tramite like, commenti e condivisioni. Utilizzando il protocollo ActivityPub, Pixelfed consente la federazione, permettendo agli utenti di interagire con individui su altre piattaforme compatibili. È progettato per fotografi e chiunque cerchi un'alternativa incentrata sulla privacy e guidata dalla comunità ai servizi centralizzati di condivisione di immagini.

Element (Matrix)
Element è una piattaforma di comunicazione sicura e decentralizzata, costruita sul protocollo Matrix. Consente agli utenti di inviare messaggi crittografati end-to-end, condividere file e partecipare a chat di gruppo. Le funzioni principali includono chiamate vocali e video, bridging con altre piattaforme di comunicazione come Slack e Discord e la possibilità di ospitare il proprio server per una maggiore privacy e controllo. Element è adatto a individui, team e organizzazioni che cercano comunicazioni sicure e private ed è particolarmente vantaggioso per coloro che considerano importanti la sovranità dei dati e le soluzioni open-source.
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SoundCloud è una piattaforma digitale di distribuzione audio dove gli utenti possono caricare, promuovere e condividere la propria musica e audio originali. Le caratteristiche principali includono lo streaming musicale, la messaggistica diretta, i commenti e la possibilità di seguire artisti e playlist. Questa piattaforma è utilizzata principalmente da musicisti indipendenti, DJ e podcaster per condividere il proprio lavoro, connettersi con gli ascoltatori e costruire un pubblico. SoundCloud offre una vasta libreria di contenuti generati dagli utenti, fornendo accesso a un'ampia gamma di musica e audio non sempre disponibile su altri servizi di streaming.
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